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IL GEMMELLAGGIO CON LA SEZIONE LILT DI LATINA



 


 



La professoressa Maria Teresa Rossato Villanova riceve il premio nel corso della manifestazione "Latina immagine del mondo"


Nel pomeriggio del 16 dicembre , nel corso della manifestazione "Latina immagine del mondo", è stato conferito un premio a Maria Teresa Rossato Villanova, vice presidente della nostra Sezione, per il suo pluriennale impegno nel campo dell'associazionismo come presidente della Consulta Nazionale Femminile della LILT.




  

NOI C'ERAVAMO

 

Ci accompagna il ricordo delle emozioni forti e irripetibili vissute insieme agli amici di Latina, siamo loro riconoscenti per la squisita e attenta ospitalità; esperienze memorabili che hanno accresciuto il senso e l'orgoglio dell'appartenenza alla LILT.

Il gemellaggio è stato veramente un momento importante per la nostra Associazione, occasione di confronto e di scambio di esperienze e di future ed innovative collaborazioni.

Il riconoscimento "Nuova immagine di Latina" assegnato alla nostra Vicepresidente è stato vissuto con emozione da ogni nostro volontario.

 

 

Il 16 dicembre 2012 dopo la presentazione del gemellaggio da parte del Presidente della sezione di Latina,  il dottor Alfredo Cecconi, coordinatore regionale del Lazio della LILT, ha tenuto una interesante relazione sui valori del volontariato e sul senso della giornata di cui diamo sintesi.

                                                         

“. . .  mi rivolgo, perciò, in modo speciale agli amici volontari della consorella LILT di Treviso  per dire loro “benvenuti e bentornati”.

Dire “benvenuti” ha un senso compiuto, un saluto caloroso e di accoglienza; ma “bentornati”, specialmente ai più, presenti per la prima volta a Latina, come spiegarlo? Mi farò assistere da un esempio: Un figlio  che lascia la casa dei genitori,  dell’infanzia e della crescita per incamminarsi nel lavoro, nella professione e nella vita dopo anni ritorna in quel luogo  per farlo conoscere  ai propri figli. All’arrivo i nonni, in quel momento di forte intensità emotiva, non diranno forse loro “bentornati” in questa che è sempre stata la vostra casa, anche se non la conoscevate perché qui sono ben salde le vostre radici.”?

 

. . . “Ecco il perché dico “bentornati” in questi luoghi, ove nella vera e propria epopea della bonifica pontina,  in queste terre  tolte alla palude, ma ancora prive di tutto, il gruppo più numeroso di gente  proveniente dal Veneto, specialmente da Treviso (come è ricordato nel Cippo posto a ricordo in una delle più significative piazze di Latina )  ha sacrificato sé stesso, ha unito alle zone bonificate la presenza costante dell’uomo per renderle feconde con il proprio sacrificio e talvolta, nel momento pioneristico, con la propria vita, mettendo qui radici incancellabili. . . “.

 

“Cosa rappresenta questo gemellaggio tra le LILT di Latina e Treviso, celebrato nel vivo delle manifestazioni per l’80° di fondazione di Latina? E’ una Festa? Anche. Serve? Lo diremo. A chi intendiamo rivolgerci? Alla comunità, ma soprattutto ai giovani perché raccontando bene il motivo per il quale siamo qui (Le LILT di Latina e Treviso) con il nostro vissuto associativo, la nostra storia, insomma, interpretiamo anche il presente. Pensiamo inoltre con questa manifestazione, scusandoci per la presunzione, di contribuire a rendere più presente l’opera della  LILT nel contesto della scala dei valori”.

 

“. . .   Sì, rendere più forte, più umano questo richiamo alla scala dei valori perché pure nella vita sociale si affaccia spesso la personalizzazione, un rischio presente che vogliamo allontanare ribadendo la necessità di una risposta espansiva del volontariato”.

“ Già, risposta espansiva del volontariato perché gli scopi che presiedono l’atto di gemellaggio che sarà sottoscritto fra poco, camminano  proprio in questa direzione.

“Saranno resi operativi protocolli comuni e originali di prevenzione oncologica da attuare nei due territori di riferimento, per metterli, successivamente nella disponibilità delle altre strutture sezionali; saranno posti in essere scambi degli operatori per acquisire il più possibile metodi e sistemi di lavoro per migliorare la risposta socio assistenziale che la LILT dà alla domanda di salute rivolta dai cittadini, soprattutto dei più esposti per tanti fattori sociali, ambientali ecc. Saranno anche analizzate le varie fasi degli apporti degli operatori volontari sia nella fase positiva e piena dello svolgimento della loro opera, ma anche nella fase di stanchezza e talvolta anche da “crollo da stress” e quali iniziative formative e di  sostegno e vigilanza adottare.  Questo perché non sempre si pensa che anche il più motivato dei nostri volontari talvolta potrebbe anche sentirsi solo mentre, in  altre occasioni, si potrebbe trasformare persino in vettore sociale nel cosiddetto “fattore Competitività”,  ( la competitività nel volontariato ! ) oppure rientrare nelle problematiche e nelle implicazioni sociali quando subentra il burn-out”.

 

“Come si vede, passare in rassegna ogni aspetto della vita associativa , un ruolo accrescitivo della LILT con apporti originali delle due sezioni”. Tutto ciò in una sorta di “codice diacronico” per dare valore, momento dopo momento, a questo contenitore materiale riempito giorno dopo giorno dal lavoro dei nostri volontari. Ciò, anche per la osservazione dei fatti nella loro evoluzione nel tempo”.

Una storia vissuta intensamente, fatta di percorsi singoli e collettivi che potremmo chiamare anche presenza  di qualità nel terzo settore e nel volontariato, facendo la differenza in modo netto tra associazioni e associazioni.

 Questo lo dico con forza perché nel terzo settore va fatta una volta per tutte,  una profonda revisione legislativa per distinguere e diversamente collocare le associazioni e le attività che servono e che vanno incoraggiate, da altre associazioni che talvolta nascondono risvolti professionali e lavorativi che, pur se legittimi,  non dovrebbero assolutamente usufruire delle attenzioni del no-profit.”Saremo anche attenti alle tematiche del così detto tema del “samaritano. . .”

 

“. . .  Dice Agostino (concetto più volte questo sottolineato anche da p. Davide Maria Turoldo) : “ogni uomo è chiamato a crescere. . .  non è mai un fatto compiuto, ma  un farsi sempre”. . .  Per noi questo deve valere ancora di più, non solo nel momento dell’apporto di necessità come il samaritano, ma nel coinvolgimento/accompagnamento dei più fragili e dei più esposti, combattendo così quella che si può definire l’anemia del volere e dell’accidia sociale. Accidia, che è il frutto amaro di una vera e propria cecità intellettiva, specialmente in questi odierni momenti di difficoltà anche relazionali, contrassegnate non dall’attenzione per l’altro uomo, ma per un vuoto apparire”, magari con il cellulare di ultima generazione. . . “

Come combattere seriamente questa battaglia? Come legarla al nostro dirci disponibili nella lotta contro il cancro? Come mettere in campo una seria opera formativa ( e vengo ai giovani di cui dicevo prima”)?

“. . .  Recentemente, attraverso domande mirate (che anni orsono fecero parte di riflessioni pure da parte di Sergio Zavoli) è stato chiesto a giovani studenti:” Tu hai delle speranze? E cosa vuol dire sperare?” La maggior parte dei giovani non ha risposto o lo ha fatto in termini vaghi, già di rassegnazione. Questo, mentre da un’indagine condotta dal prof. Carlo Bruzzi è emerso che il 23 per cento dei ragazzi dai 12 -14 anni dichiarano di bere alcol abitualmente. Per “socializzare” .  Si può restare fermi di fronte a questi drammi sociali ? no, occorrono testimonianze. E percorsi di vita robusti.

 Pochi giorni orsono, con la decima edizione del “Premio Frumento d’oro,” sono state messe in rilievo attività e lavoro di donne coraggiose. Donne che con sacrifici e faticoso cammino hanno realizzato opere importanti nel tessuto della società. Oggi pomeriggio, nell’ambito del Premio Immagine Latina nel Mondo (riconoscimento che sarà attribuito anche alla nostra Maria Teresa Villanova) saranno evidenziate personalità che con il loro impegno costante servano appunto come immagine positiva del fare. Testimonianze attive  da trasformare in una sorta di traccia pedagogica, una testimonianza, ripeto, che diventi presenza giorno dopo giorno anche quale effetto positivo di emulazione,  specialmente per i giovani”.

Esprimo  pure l’avviso  che, nell’ambito delle attività delle due sezioni,  sarebbe utile prevedere spazi  formativi residenziali per giovani di Latina a Treviso e di trevigiani a Latina. Una immersione, per alcuni giorni, nel mondo del volontariato LILT, quale momento di riflessione e di constatazione diretta di un altro mondo, un altro modo di socializzare per i giovani, ma anche per riflettere sull’uomo e sulla centralità che deve riconquistare nella società e nella vita . . . .”

“ Dedichiamo, perciò, specialmente ai giovani questo gemellaggio, di due entità associative che quotidianamente lottano contro il cancro per migliorare sé stesse rivolte verso gli altri. . .

 

 

E’ quindi seguita la relazione del nostro Presidente dottor Alessandro Gava, di cui forniamo una sintesi.

 

Cari amici, autorità, cari volontari di Latina e Treviso, quella di oggi è una giornata molto significativa per la storia della nostra Associazione.

Permettetemi prima di tutto di esprimere, anche a nome di tutti i volontari trevigiani, il nostro grazie più sentito per la generosissima ospitalità che ci vate riservato e per le intense emozioni che a partire da ieri sera ci avete fatto vivere.

Grazie al Presidente Rossi e a tutti i volontari della LILT di Latina, all’Associazione trevisani nel mondo, al Comune e alla Provincia per la simpatia e la generosità con cui ci hanno accolto e per aver inserito questo evento nei giorni della celebrazione dell’80° anniversario di fondazione della città di Latina, città che ha visto tanti veneti e particolarmente tanti trevigiani impegnati a strappare questo territorio dalla palude e creare le basi per la nascita e lo sviluppo di questa bella comunità.

Questa mattina viene ratificato  un progetto che è maturato nel tempo, per l’affinità, la condivisione di idee e di valori, che hanno contraddistinto in questi anni l’attività delle 2 sezioni, ma il gemellaggio vuole essere soprattutto una proposta per il futuro, per realizzare progetti comuni di intervento in aree geografiche diverse, scambi di idee e confronto di esperienze, conoscenza tra volontari che operano in contesti diversi, per comprendere meglio la multiforme e poliedrica attività e ricchezza di esperienze della LILT.

Ringraziamo poi per il premio che verrà oggi pomeriggio assegnato a Maria Teresa Villanova, Vice Presidente della nostra sezione ma soprattutto per molti anni coordinatrice nazionale della Consulta Nazionale della LILT.

Grazie infine ad Alfredo Cecconi per la “lezione magistrale” sulla essenza dei valori che devono animare una persona che si dedica al volontariato.

Mi auguro che questa esperienza possa dare frutti significativi e possa diventare un esempio positivo per la nostra Associazione a livello nazionale.

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